Cosa vuol dire EUBLODAQ2  

EUBLODAQ2 è l’acronimo apparentemente misterioso del progetto Blonde d’Aquitaine: European Beef Excellence, promosso dall’Unione Europea, che in realtà molto semplicemente sintetizza la promozione attivata dall’Europa (EU) per Blonde d’Aquitaine (BLODAQ). Il n. 2 indica che si tratta del secondo progetto (della durata triennale, cofinanziato dall’Unione Europea e gestito da Asprocarne Piemonte e France Blonde d’Aquitaine Sélection) specificatamente dedicato alla carne Blonde d’Aquitaine nell’ambito della intelligence promossa dall’Unione Europea sulla European Beef Excellence.

L’obiettivo dichiarato e immediato del progetto è quello di promuovere la conoscenza della carne bovina Blonde d’Aquitaine in Europa, in particolare in Italia e in Francia. È importante sottolineare che questo obiettivo si inserisce in un quadro più ampio, che mira a fornire non solo agli attori della filiera della carne (dai produttori ai consumatori), ma anche a tutti i cittadini europei, strumenti per fare scelte di acquisto consapevoli. Si tratta di promuovere una maggiore responsabilità in materia di qualità e sicurezza alimentare, senza dimenticare la tutela dell’ambiente e il rispetto del benessere animale, attraverso requisiti per una corretta gestione degli allevamenti.

Consumer Survey Nomisma

Il progetto EUBLODAQ2, oltre alle campagne d’informazione, prevede periodiche indagini di monitoraggio e valutazione del mercato e dei consumatori, indirizzate a conoscere le abitudini d’acquisto relative alla carne bovina, con focus sulla Blonde d’Aquitaine, nonché la consapevolezza dei consumatori – attuali o potenziali. A questo proposito, il report della Consumer Survey condotta da Nomisma è illuminante sotto diversi aspetti.

Nomisma è la società che, grazie a una consolidata expertise nel settore agroalimentare e nei servizi di consulenza e advisory strategico, ha fornito con questa ricerca un contributo importante in termini di intelligence di mercato al progetto EUBLODAQ2.

La lettura dei dati del dossier ci fornisce il vero contenuto, il risultato, l’indicazione inedita della ricerca.  In particolare, dopo che nell’articolo precedente abbiamo esaminato le differenze tra il mercato francese e italiano in relazione al focus della ricerca, la carne Blonde d’Aquitaine, vogliamo ora mettere in evidenza i dati più significativi in rapporto alle abitudini alimentari di consumo della carne bovina nel suo complesso.

Prodotti più consumati

Per quanto riguarda i consumatori italiani, nell’ordine, i prodotti bovini più consumati sono fettine, hamburger, filetto e costata. Al di là del primato delle “fettine”, trasversalmente presenti nelle tavole degli italiani, ciò che emerge è una sorta di sdoppiamento, con protagonisti due prodotti di riferimento diversi tra loro: da un lato, circa l’80% degli italiani è consumatore abituale di hamburger (il 50% almeno una volta la settimana), prodotto ormai consolidato nella dieta delle famiglie italiane, sia per un’ampia e diversificata presenza nei canali di acquisto e consumo (dai supermercati, alle macellerie, dai ristoranti gourmet ai fast-food) che per la facilità e versatilità di utilizzo. Dall’altro lato, oltre il 50% del campione italiano sceglie almeno una volta la settimana filetto o costata, ossia i tagli tradizionalmente più pregiati e costosi, e con una preparazione più ricercata.

La considerazione che ne consegue è questa: siamo in presenza in Italia di un mercato tendenzialmente polarizzato, nonostante la varietà e la ricchezza dell’offerta.

Passando allo scenario francese, sono bistecca e filetto i tagli più acquistati, con rispettivamente il 98% e il 93% dei consumatori di carni bovine che li hanno consumati almeno una volta nell’ultimo anno.

Se osserviamo le motivazioni d’acquisto, notiamo che la provenienza nazionale della carne è il primo driver di scelta, con valori quasi equivalenti tra i due mercati (27% Italia, 26% Francia), seguito dal fattore convenienza/prezzo (con una maggiore attenzione nel mercato francese – 25% contro il 15% italiano). Al terzo posto in Italia troviamo la tracciabilità, quarta nel ranking francese (dopo la presenza di promozioni o sconti, ribandendo la sensibilità alla convenienza nel mercato d’oltralpe).

Consapevolezza

Se poi ci soffermiamo sulla parte della ricerca che indaga la conoscenza-consapevolezza dei consumatori, vediamo che quasi la metà del target (il 46% in Italia, 50% in Francia) non sa indicare spontaneamente nessuna razza bovina da carne. La restante metà cita in modo quasi plebiscitario la razza Chianina (in Italia) o la Charolaise (in Francia). Seguono molto staccate, con numeri molto più contenuti, Piemontese e Angus in Italia e Limousine, Salers e Blonde d’Aquitaine in Francia. Da notare che in Italia soltanto una persona su 1000 cita tra le razze conosciute la Blonde d’Aquitaine.

Luoghi d’acquisto

Sia in Italia che in Francia quasi il 50% dei consumatori di carne bovina in generale la acquista primariamente nei supermercati, ma in entrambi i campioni troviamo anche un 6% relativo ai discount.

Ciò che in parte differenzia i due mercati è un lieve più alto ricorso ai negozi specializzati in Italia (30% contro il 24% in Francia), e specularmente i consumatori francesi denotano una lieve maggiore preferenza per l’acquisto direttamente dal produttore (10% rispetto al 6% in Italia).

Per quanto riguarda la Blonde d’Aquitaine, i luoghi di acquisto seguono dinamiche particolari: da notare infatti come siano preferiti in Italia i negozi specializzati e gli shop on line specializzati (46% e 16%, rispettivamente), segno di un prodotto ad oggi percepito di alto profilo specialistico. In Francia, invece, dove la carne Blonde d’Aquitaine ha un’ampia diffusione di consumo, è acquistata in egual misura nei supermercati e nei negozi specializzati (36% e 34%), ma anche con una significativa quota di preferenze per l’acquisto direttamente dal produttore (17%), mentre la modalità shop on-line risulta irrilevante (1%).

Sintesi

In conclusione, abbiamo un ritratto parallelo dei due scenari di mercato che, a fronte di una sostanziale affinità sulla frequenza del consumo e sui luoghi d’acquisto, presenta anche differenze sensibili nella tipologia dei prodotti consumati e nella conoscenza del prodotto.

Emerge un consumatore meno consapevole in Italia rispetto alla carne Blonde d’Aquitaine, e più consolidato nel mercato francese, ma trasversalmente non del tutto informato sugli elementi distintivi delle carni di qualità italiane, francesi e più nel complesso europee.

E questi dati confermano la necessità dell’azione di supporto e divulgazione promossa dalla UE con il progetto. Ecco in definitiva “cosa vuol dire” il progetto EUBLODAQ2. Occorre una più ampia conoscenza e consapevolezza alimentare nei cittadini dell’Unione, per guidare nel modo corretto le scelte di consumo. L’eccellenza della filiera della carne e la diffusione della European Beef Excellence non è un lusso, ma una prospettiva comunitaria di condivisione nell’ottica dalla sostenibilità globale.